Avevo ripromesso a me stesso che mai piu qui avrei scritto in momenti non proprio allegri; avrei voluti che i periodi tristi passassero via e venissero dimenticati.
Ma va beh, le cose non possono sempre scorrere bene e bisogna imparare a sorridere anche quando gli eventi ti remano contro.
Vi avevo lasciati con un colloquio da fare a breve… Sulla carta è andato bene, l’offerta mi è stata fatta ma non è così conveniente da levare le tende da “Fondiaria SAI” e cominciare in un’altra compagnia. Insomma, visto che in questi ultimissimi mesi qualcosina, anche se poco, si è smosso, mi sa che rimango dove sono; per dirla con parole di Spike in Buffy: “I want to see how it ends” (peccato che finita la frase, tre secondi dopo sia morto!). Non ho più aggiornato il blog perchè, fondamentalmente, avevo un bel pò a cui pensare; si è infatti aggiunta una novità sul fronte casa/coinquilini: che quest’anno le cose non andassero proprio benissimo tra noi “Groppini”, dopo il ricambio totale dell’anno scorso, era un dato di fatto. Non si sono create amicizie ne rapporti particolari ma solo una becera convivenza il che è anche un bene da un lato… Il problema vero e proprio viene ora: e da settembre? Non si sa! Tra un mesetto due gia andranno via e dovremo chiedere alla Padrona di casa se ci permetterà di rimanere per due mesi con un “affitto ridotto” (nessuno di noi può e vuole coprire la parte di affitto dei due fuggitivi) fin dopo l’estate, quando è molto più facile trovare gente. E gia qui si pone un SE grande come una casa. Inoltre all’orizzonte c’è una revisione del contratto che di solito si traduce in un “aumentiamo l’affitto” e a quel punto mi toccherebbe fare i bagagli e cercare altro. Il che mi fa venire una rabbia addosso incredibile perchè se l’anno scorso non ci fossero stati tutti quei casini, ora non sarei in questa situazione di totale incertezza. Non posso neanche più fare il discorso “Amen, ricomincio a fare avanti e indietro da casa dei miei” perchè non ho più la macchina e affrontare tutti i santi giorni un’ora e mezza di viaggio per andare e altrettanto tempo per tornare sarebbe massacrante. Insomma, ci sono un sacco di se che mi aspettano e io odio non sapere con precisione cosa sta per succedere. Vorrei essere una di quelle persone che non si spaventa e che riesce a fare e disfare la propria vita in quattro e quattr’otto ma non sono assolutamente così (e lo ammetto, è una debolezza enorme perchè mi frena dal buttarmi a capofitto nelle cose).
A tutto questo si aggiunge il fatto che mi sento fottutamente solo in questi mesi; un pò mi sono chiuso io e lo ammetto, un pò gli impegni di lavoro, un pò il fatto che alcuni amici si stanno costruendo una vita e stanno lasciando Torino mentre io, un pò per il fatto che non mi sono laureato, un pò perchè, lo ripeto, affrontare un salto nel buio mi terrorizza, un pò perchè non saprei neanche come girarmi nel caso volessi cambiare tutto, non riesco a cambiare strada.
Passerà!

Michelle Gustafsson e Isakin Jonsson (Expressen)